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Albo Gestori Ambientali

Albo Gestori Ambientali

Estratto dello Studio sul trasporto di rifiuti presentato in occasione dell’Assemblea generale dell’Albo Gestori Ambientali tenutasi a Catanzaro il 6 e 7 giugno 2013.

Rifiuti e attività di trasporto

Dinamica nazionale 2007-2010

Per avere poi una visione di insieme di quello che si potrebbe definire il “mercato del (servizio di) trasporto dei rifiuti” in Italia, si può considerare l’andamento temporale del numero di soggetti trasportatori e mezzi autorizzati e della quantità di rifiuti prodotta in totale, facendo riferimento al 2007 come anno base. Dai dati resi disponibili dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali emerge che dal 2007 al 2010 il numero di imprese iscritte per il trasporto di rifiuti a titolo professionale (“Trasportatori”, iscritte a una categoria dalla 1 alla 5) aumentano del 10% (passando da 18.250 a 19.986) e i mezzi autorizzati crescono dell’11% (passando da 186.349 a 206.785). Dati più aggiornati mostrano che la crescita si conferma e si stabilizza negli anni successivi (al 31/12/2012 risultano iscritti all’Albo Gestori Ambientali 19.743 trasportatori professionali “nazionali” e a fine maggio 2013 sono 19.702 (attestandosi a quota +8% rispetto al 2007); i mezzi associati alle attività dei trasportatori professionali -sia nazionali (categorie dalla 1 alla 5) sia esteri (categoria trasporti transfrontalieri)-sono 226.084 al 31/12/2012 e il dato aggiornato a fine maggio 2013 corrisponde a 245.168 (+32% rispetto al 2007).

Per quanto riguarda invece la produzione di rifiuti, i dati bonificati da fonte MUD mostrano una variazione percentuale tra il 2007 e il 2008 (+2,2%) inferiore rispetto alla variazione di consistenza dei trasportatori e dei mezzi (rispettivamente +3,7% e + 5,2%). Tra il 2008 e il 2009, poi, la produzione di rifiuti mostra un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti (soprattutto a causa della riduzione dei volumi riconducibili all’industria siderurgico/metallurgica, facenti capo alle “famiglie” di rifiuti CER 01, 10 e 12) per poi tornare ad aumentare nel 2010 e superando anche il livello del 2008 (le quantità dei suddetti rifiuti rimangono sottodimensionate rispetto ai livelli precrisi e l’aumento della quantità complessiva è dovuta principalmente alla produzione di rifiuti da trattamento dei rifiuti e da bonifica di siti o acque di falda, soprattutto al Sud e nelle Isole). Nel grafico si inserisce anche la dinamica del valore aggiunto italiano nel periodo considerato, da fonte Istat 2013 (VA in termini reali, calcolato con il metodo dei valori concatenati; dati destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario).
Si può quindi notare come il numero di soggetti trasportatori e mezzi dedicati al trasporto dei rifiuti aumenti nell’arco temporale considerato (2007-2010) anche quando i rifiuti mostrano invece una tendenza alla diminuzione; quando sia i rifiuti sia i soggetti e i mezzi dedicati al trasporto dei rifiuti aumentano, si nota inoltre che aziende e mezzi operativi aumentano in modo più che proporzionale rispetto alla quantità di rifiuti, oggetto di tale attività appunto. Questo tipo di dinamica suggerisce un aumento della concorrenza sul mercato e un forte stimolo all’efficientamento del servizio, conseguentemente all’aumento del numero di soggetti e mezzi operativi nel settore; in termini di sostenibilità, le potenzialità di miglioramento delle performance riguardano per esempio la specializzazione su specifici segmenti di attività e la capillarità del servizio a livello territoriale).

Distribuzione territoriale
(fonti: Albo Nazionale Gestori Ambientali, Registro Imprese)

albo gestori ambientali

Si precisa che le imprese iscritte all’Albo Gestori Ambientali in una delle categorie riconducibili al trasporto professionale in conto terzi (categorie dalla 1 alla 5) sono poco meno di 20.000 in Italia. Queste imprese non sono qualificabili in senso stretto come operatori specializzati nella gestione dei rifiuti, cioè non si tratta di “vettori” ovvero imprese che svolgono esclusivamente attività di trasporto dei rifiuti bensì di imprese che, indipendentemente dall’attività che svolgono principalmente, sono registrate all’Albo Gestori e autorizzate ad effettuare il trasporto dei rifiuti a titolo professionale. Si fa riferimento, per semplicità, a queste imprese con il termine “trasportatori”.
Una volta individuati, tra gli iscritti all’Albo Gestori, i soggetti che operano a titolo professionale in conto terzi (categorie di iscrizione dalla 1 alla 5), abbiamo incrociato la base dati con il Registro Imprese per recuperare il dato sugli addetti. I dati sono disponibili per 15.319 imprese, aventi complessivamente 341.733 addetti. Per tali imprese vediamo in questa slide, nel grafico a torta di sinistra, come si distribuiscono nelle macroregioni italiane: la macroarea con il maggior numero di iscritti è il Sud-Isole che rappresenta il 30,6% del totale nazionale, segue il Nord-Ovest con il 27,2% delle imprese, poi il Nord-Est con il 22,5% e infine il Centro con il 19,8%.
A solo titolo indicativo si propone, nel grafico a torta di destra, la rappresentazione relativa alla distribuzione dei procedimenti delle sezioni dell’Albo Gestori nelle macroregioni italiane: si nota che, complessivamente, al Nord-Italia dove risulta iscritto il 49,7% delle ditte che svolgono attività di trasporto professionale in conto terzi, viene gestito il 52,4% dei procedimenti dell’Albo a livello nazionale; al Centro, che conta il 19,8% dei trasportatori iscritti, si gestisce il 22% dei procedimenti e al Mezzogiorno, infine, in corrispondenza del 30,6% dei trasportatori iscritti in totale nel Paese, i procedimenti incidono per il 25,8% sul totale nazionale. Si precisa che i procedimenti riguardano tutte le categorie di iscrizione dell’Albo e non esclusivamente pratiche relative alle attività di trasporto.

Il 39,9% delle imprese iscritte ha tra 1 e 3 addetti; il 30,1% tra 4 e 9 addetti; il 24,4% tra 10 e 49 addetti; il 4,7% tra 50 e 249; lo 0,9% da 250 addetti in su.
Secondo la classificazione europea, complessivamente il 70% delle imprese che effettuano attività di trasporto a titolo professionale è qualificabile come microimpresa, avendo meno di 10 addetti.
Il 40% delle imprese italiane che svolgono trasporto di rifiuti per conto terzi ha un numero di addetti ancora più basso, compreso tra 1 e 3 (potremmo definirle informalmente “nanoimprese”). In generale si può notare che le imprese iscritte all’Albo Gestori in una delle categorie del trasporto professionale ha una dimensione aziendale tendenzialmente più grande rispetto al tessuto imprenditoriale medio del sistema economico italiano considerato nel suo complesso (con riferimento al quale, infatti, le imprese con meno di 10 addetti costituiscono circa il 90% del totale).

Rilevanza sull’economia nazionale
I riferimenti delle oltre 15.000 imprese che svolgono attività di trasporto dei rifiuti a titolo professionale e per le quali sono disponibili i dati sul numero di addetti (da fonte Registro Imprese) sono stati poi incrociati con l’archivio dei bilanci d’esercizio. L’obiettivo di queste elaborazioni è valutare qual è la rilevanza delle imprese contraddistinte da un profilo di trasporto dei rifiuti nell’ambito generale dell’economia italiana; si ribadisce, come detto precedentemente, che non si tratta soltanto di imprese che svolgono esclusivamente attività di trasporto dei rifiuti ma di imprese che, indipendentemente dalla loro attività economica, sono registrate all’Albo Gestori e autorizzate ad effettuare il trasporto dei rifiuti a titolo professionale.
Tramite opportune tecniche statistiche di proiezione dei dati disponibili (riponderazione per strati relativi alla localizzazione geografica e alla dimensione aziendale), è stato possibile utilizzare le medie sul valore aggiunto (sia per impresa sia per addetto) per stimare il valore aggiunto totale imputabile alla platea di imprese che fanno capo all’Albo Gestori Ambientali con riferimento all’attività di trasporto dei rifiuti in conto terzi nel nostro Paese.
Come riportato in tabella, si evince che nel complesso alle imprese qualificabili come “trasportatori professionali di rifiuti” è associata la produzione di valore aggiunto per circa l’1% del PIL prodotto in totale in Italia (anno di riferimento: 2010; dati sul PIL da fonte Istat). Questa è la stima della rilevanza economica delle imprese con le quali l’Albo Gestori interloquisce e alle quali offre servizi.
Si fa specifico riferimento al valore aggiunto, in considerazione della definizione stessa del PIL (il PIL è il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti e si ottiene quindi dalla differenza tra l’output totale ed il totale dei costi intermedi di beni e servizi ovvero, per quanto riguarda le attività imprenditoriali, dalla sommatoria dei valori aggiunti realizzati).

Procedimenti Albo:
situazione attuale
Consideriamo specificamente l’Albo Gestori Ambientali: come noto, è organizzato in 21 sezioni, una per ogni regione italiana (con sede nel capoluogo di regione), tranne in Trentino Alto Adige, dove le province di Bolzano e Trento hanno ciascuna la propria sezione. La competenza di ogni sezione corrisponde con i confini territoriali della regione cui appartiene, quindi tutte le aziende con sede legale in Emilia Romagna, per esempio, faranno riferimento alla sezione dell’Albo di Bologna.
Le modalità di consegna all’Albo dei documenti necessari per avviare le pratiche di autorizzazione, comunicazione di variazioni ecc. da parte degli operatori di settore può essere di tre tipi:

1) consegna presso gli sportelli della sezione

2) consegna tramite posta

3) invio telematico

Attualmente la modalità di consegna più frequentemente utilizzata dai gestori è la consegna a mano presso la sezione dell’Albo (che rappresenta la quasi totalità dei casi, a livello nazionale). Ciò vuol dire, per rimanere nell’ambito dell’esempio precedente, che un trasportatore avente sede legale a Rimini percorrerà complessivamente circa 232 km (116 all’andata e 116 al ritorno) per recarsi presso la sezione dell’Albo Gestori competente, cioè Bologna.
Per quanto riguarda il 2012, i procedimenti che hanno seguito la modalità di consegna presso la Sezione/ tramite posta sono stati 73.401 e quelli che hanno seguito la trasmissione telematica sono stati 2.689, su un totale di 76.090 (con riferimento ai soggetti con sede legale in Italia) ovvero rispettivamente il 96% e il 4%.
Si stima che complessivamente siano stati percorsi 9,3 milioni di km per la presentazione delle istanze che non hanno seguito il canale telematico nel solo anno 2012. A puro titolo indicativo, si nota che 9,3 milioni di km corrispondono a oltre 9.600 viaggi da Bologna a Catanzaro, ovvero circa 4.800 viaggi di andata e ritorno da Bologna a Catanzaro.
Un maggiore utilizzo dell’invio telematico delle pratiche consentirebbe di evitare di percorrere fisicamente queste distanze e, oltre che avere ripercussioni positive dal punto di vista ambientale (minore congestione del traffico, minore impatto in termini di emissioni atmosferiche), sarebbe anche una modalità di semplificazione delle pratiche amministrative, a tutto vantaggio degli utenti.

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